SPORT e VIRTÙ, una realtà di motivazione e superazione

Il terzo incontro educativo della Family Road Map ha avuto luogo il venerdì 26 febbraio con grande successo. “Come può lo sport sostenere la famiglia nell’educazione dei figli?”: questa domanda e tante altre sono state trattate dai relatori Ivo Mazzucchelli (è stato nazionale di rugby e adesso è educatore della Lazio Rugby oltre che nutrizionista) e Andrea Lijoi (docente all’Azzarita e allenatore all’Unione Rugby Capitolina e anche lui è stato nazionale di rugby).

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Loro due hanno raccontato la lunga esperienza vissuta sia come tecnici che come genitori e sono convinti che ci vogliono allenatori con la preoccupazione di condurre il ragazzo dentro la vita mediante l’attività sportiva. Anche sostengono in un modo molto positivo che occorrono genitori portati da questa idea: IMG_9030lo sport ci mette davanti a una realtà di superar gli ostacoli e arrivare alla meta insistendo. “È vero -diceva durante l’incontro una mamma pentatleta-, è una soddisfazione arrivare ai traguardi ma è più importante essere sempre felici sia qualsiasi il risultato ottenuto”.

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Un’altro argomento da segnalare nel III incontro del Family Road Map, è la positività dello sport per la virtù, nel senso che mette ai ragazzi davanti ai propri limiti. Quando i genitori vedono che il proprio figlio molla è il momento giusto d’incoraggiarlo senza difenderlo nel confronto dei giudici dell’allenatore o del insegnante. Così, concludeva il prof. Ivo Mazzucchelli, lo sport in generale lascia sulla mente e nell’animo segni indelebili fondamentali. Immagini dell’incontro.

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Guarda qui il calendario delle prossime puntate della Family Road Map.

 

24 ore di CCC indimenticabili

Questo fine settimana 30-31 gennaio abbiamo ospitato al Tiber il Campionato di Calcetto per Club 2016 (CCC’16), girone Centro Sud, rivolto a ragazzi di IV e V elementare e I media. Al torneo hanno partecipato i club Alfaclan da Napoli, Clipper da Bari, da Catanzaro e Junior Club e Tiberclub da Roma con le loro famiglie e c’è stata emozione dal primo all’ultimo minuto.

Tiberclub ha conquistato il primo posto in una finale emozionante contro l’Alfaclan -i 2 club finalisti di questo Girone Centro Sud- e potranno giocare la Fase Nazionale, in sede ancora da designare, i giorni 12-13 marzo. I altri 2 gironi sono il Centro Nord e Nord.

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Le famiglie del Tiberclub hanno fatto una accoglienza stupenda preparando i locali per i nostri ospiti. In tanti hanno collaborato nel campionato arbitrando le partite, facendo il tifo eppure dimostrando grande padronanza dell’arte tecnico del calcio con il loro sostegno in panchina. Da non dimenticare anche la Messa a Santa Maria della Pace celebrata da don Giorgio Romano, momento bello che abbiamo approfittato per affidare le nostre famiglie e tante altre necessità a San Josemaría.

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Insomma sono state 24 ore che “hanno volato” a grande velocità finendo con un pranzo molto ben organizzato dai genitori del Tiber insieme ai tutor specialisti in “paella“.

Un papà ha scritto alla conclusione dell’evento: “Del torneo appena finito vorrei, innanzitutto, ringraziare tutti voi organizzatori. Avete dato a noi tutti, genitori e ragazzi, la possibilità di condividere insieme questa bellissima esperienza. Ai nostri ragazzi, in particolare, di vivere due splendide giornate con dei loro coetanei, di confrontarsi tra loro (anche se con molto agonismo!). Il tutto nel segno di quei sani principi di amicizia, lealtà, impegno, rispetto e condivisione (di momenti di gioia e di dispiacere allorché si è preso un goal) che non è facile trovare. Grazie ancora per questi momenti di crescita umana e cristiana!”.

Alla prossima e vi salutiamo con la immagine del rigore con il quale Lorenzo ha fatto realtà i sogni della sua squadra Tiber: una vittoria che certamente potrebbe meritare pure l’Alfaclan, l’altra squadra finalista. PR (Guarda qui la galleria fotografica della CCC 2016)

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Obiettivo felicità: EDUCARE ALL’AMORE

Il Dott. Vito Donatone, esperto in Orientamento famigliare, è stato il relatore della II tappa del Family Road Map 2015-16, tenuta venerdì 22 gennaio. L’intervento intitolato EDUCARE ALL’AMORE: CRESCERE EMOTIVAMENTE COME UOMO E DONNA, veniva introdotto dal film molto noto “Inside Out” dalla Pixar e i genitori partecipanti hanno potuto studiare pure una sessione caso sul dono dell’amore fra i ragazzi.

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Visualizza anche il calendario completo del Family Road Map. 
Guarda le fotografie della sessione.

L’FRM è una delle attività per genitori con motivo del Giubileo della misericordia: l’educazione dei figli è una delle opere di misericordia più essenziali.

“Educare all’amore”, secondo incontro del FRM il 22 gennaio

FRM 22gen2016.pubProssimo venerdì 22 gennaio ci avviamo verso la II tappa del Family Road Map (FRM) 2015-16:

EDUCARE ALL’AMORE: CRESCERE EMOTIVAMENTE COME UOMO E DONNA.

Relatori: Vito e Alba Donatone, esperti in Orientamento famigliare.

Visualizza anche il calendario completo del Family Road Map e raccomandiamo di gurdare il film Inside Out

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Come al solito, l’intervento inizierà alle ore 20.00 e, a seguire, la cena (il contributo per la cena è di €5 a persona oltre i 6 anni). La fine è prevista verso le ore 22:00.

Durante l’incontro, i più piccoli potranno svolgere attività diverse.

Guarda le fotografie della sessione Educare al bello nell’era digitale, sí: ma come? e scarica il capitolo L’era digitale, del libro 7 segreti per crescere i figli maschi.

L’FRM è una delle attività per genitori con motivo del Giubileo della misericordia: l’educazione dei figli è una delle opere di misericordia più essenziali.

Una esperienza non facile da trasmettere con le parole!!!!

Buongiorno!!!
La famiglia Rallo ci racconta un pó la notte del 24 che, come preannunciato, ha contribuito a distribuire la cena ai poveri di Roma. Leggiamo la sua storia:

 Il nostro gruppo era formato dalla mia famiglia 2+4 e dalla famiglia di mio fratello 2+7. Alle 20 siamo andati direttamente in via dandolo (sede di Sant’Egidio) e la si è tenuta una breve riunione dove hanno spiegato cosa era la comunità  quando era nata e chi la sosteneva (tutte persone volontarie). Ovviamente non siamo passati inosservati perché 11 ragazzi dai 25 ai 10 anni con i relativi genitori che la vigilia di natale la passano in strada non passano inosservati… quindi ci hanno chiesto la composizione del gruppo e a quel punto tutti hanno applaudito… da ridere.

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Dopo hanno fatto l’elenco dei posti dove si doveva andare (S. Giovanni, stazione ostiense, esquilino, stazione Termini…) e ognuno poteva dare una preferenza. A noi dato che già eravamo tanti ci hanno tenuti uniti e collocati a Termini. Dopodiché abbiamo caricato le casse del cibo, bevande e doni e ci siamo avviati a Termini. La c’era già la gente che ci attendeva e così è iniziata la distribuzione del cibo in tre punti diversi della stazione. Per esempio i ragazzi nostri, incluso Matteo che era ovviamente il più piccolo, sono andati in delle vie interne.

La nazionalità di queste persone era svariata dagli arabi ai rumeni, diversi latino americani e italiani . Tutto si è svolto con ordine anche se c’erano alcuni abbastanza ubriachi ma i volontari hanno saputo in modo molto garbato tenerli calmi. Durante quelle ore a distribuire i pasti, ben 200, si ha avuto modo di parlare con queste persone e le loro storie sono incredibili.

In particolare c’era una donna, Antonella, che aveva tre valigie piene di documenti e non ho capito che storia legale aveva perché chiedeva consigli a mio fratello (che è avvocato) su come agire, quindi questo ti fa capire che non è gente che non ha cultura ma chissà per quale motivo o anche scelta di vita decidono di vivere in strada. Poi c’era un uomo, di nome Fortunato, molto mite che mi ha raccontato parte della sua vita, dei suoi due nipoti di 6 e 10 anni che vivono a Milano in una casa famiglia. Poi Michele, amico di Matteo, italiano che parlava tre lingue e la cosa incredibile che mentre raccontava parte della sua vita si preoccupava del fatto che c’erano degli adolescenti ad ascoltare e provava vergogna. Si toccava con mano il desiderio di queste persone di potersi raccontare e in fondo con solo la nostra presenza, dei sorrisi, un abbraccio loro erano felici e pensa che alcuni di loro non hanno consumato il cibo per poter stare a parlare e scherzare e quando ad alcuni ho chiesto dove sarebbero andati a ripararsi per quella notte non sapevano il posto e rispondevano: non so, dove trovo!

Bello, una esperienza grande. RR.